venerdì 20 novembre 2015

G. W. HOLLANDE

"Siamo una nazione pacifica. Ma, come abbiamo imparato, così improvvisamente e così tragicamente, non ci può essere pace in un mondo di improvviso terrore. Di fronte a questa nuova minaccia di oggi, la sola via di perseguire la pace è di perseguire coloro che la minacciano. Non abbiamo cercato questa missione, ma ci impegneremo in pieno in essa.
Il nome dell'operazione militare di oggi è Libertà duratura. Noi difendiamo non solo la nostra preziosa libertà, ma anche la libertà di tutti gli altri popoli a vivere e crescere i loro bambini liberi dalla paura. Dall'11 settembre, un'intera generazione di giovani americani ha raggiunto una nuova comprensione del valore di libertà, dei suoi costi, della missione e del suo sacrificio. La battaglia è ora ingaggiata su molti fronti. Non tergiverseremo, non ci stancheremo, non vacilleremo e non falliremo. La pace e la libertà avranno la meglio. Grazie. Che Dio benedica l'America".
George W. Bush 7 ottobre 2001

"La Francia è in guerra: ci attaccano perché siamo il paese della libertà e la patria dei diritti dell’uomo. Non siamo in una guerra di civiltà, perché questi assassini non ne rappresentano certo una. Siamo in una guerra contro il terrorismo jihadista che minaccia il modo intero. Invito tutti i francesi a dare nuovamente prova delle loro virtù: la perseveranza, l’unità e il sangue freddo. Pensiamo a quelle centinaia di giovani, di persone che sono state toccate, ferite e traumatizzate da questo terribile attacco. La magistratura deve poter usare tutti i mezzi permessi dalle nuove tecnologie per condurre le proprie indagini. Distruggeremo il terrorismo. I terroristi non distruggeranno la Repubblica perché è la Repubblica che distruggerà loro"
François Hollande, 16 novembre 2015
129 persone sono state uccise nella capitale francese, Parigi, in una serie di attacchi coordinati.
Alcuni analisti e media hanno soprannominato gli attacchi "l’11 settembre della Francia" in riferimento agli attacchi dell’11 settembre del 2001 negli Stati Uniti.
Nel 2001, il presidente Usa George W. Bush rispose agli attacchi lanciando la sua "guerra al terrore" e invadendo l'Afghanistan nel giro di un mese per dare la caccia a Osama bin Laden e colpire Al Qaeda, che gli Stati Uniti hanno accusato degli attacchi.
Il presidente francese François Hollande ha risposto agli attentati a Parigi annunciando lo stato di emergenza, chiudendo i confini del paese e mobilitando l'esercito. Meno di 48 ore dopo la strage, le Forze Aeree francesi hanno sganciato 20 bombe sulla capitale dell’Isis in Siria, Raqqa.
"Questi omicidi di massa avevano lo scopo di terrorizzare la nazione gettandoci nel caos e facendoci battere in ritirata. Ma hanno fallito. Il nostro paese è forte. Un grande popolo è stato mobilitato per difendere una grande nazione. Gli attacchi terroristici possono scuotere le fondamenta dei nostri più grandi palazzi, ma non possono intaccare le fondamenta dell’America. Queste azioni mandano in frantumi l’acciaio, ma non possono intaccare la determinazione d’acciaio dell’America. L’America è stata l’obiettivo di questi attacchi perché siamo il faro più luminoso per libertà e opportunità in tutto il mondo", furono le prime parole di Bush dopo gli attacchi.
"È un atto di guerra commesso da un esercito di terroristi, l’ISIS. Di fronte al terrore, la Francia deve essere forte, deve essere grande e le autorità dello Stato devono essere ferme. Lo saremo", ha detto Hollande nel suo discorso al popolo francese a seguito degli attentati di venerdì.
Questo inasprimento della politica estera francese e la dimostrazione che “siamo in guerra” serve per giustificare nuove misure di sicurezza, tra cui la proroga di tre mesi dello stato di emergenza, a discapito dei diritti della popolazione.
Parlando di un "atto di guerra" pianificato in Siria, organizzato in Belgio con la collaborazione di complici in Francia, e commesso da "un esercito terrorista", e sostenendo che "tutti vogliono attaccare la Francia perché siamo il paese della libertà e la patria dei diritti dell’uomo”, Hollande sembra ripercorrere le fallimentari politiche dell’amministrazione Bush e la sua" guerra al terrorismo" dopo gli attacchi sul suolo americano dell’11 settembre 2001.
In questo contesto, l'Eliseo vuole modificare la legge dell 1955 sullo stato di emergenza, in particolare in relazione al "perimetro" e alla "durata", attualmente limitata a 12 giorni senza un voto del Parlamento. Hollande ha anche detto che la Costituzione francese deve essere modificata per adattarsi meglio alla guerra contro il terrorismo. E che la magistratura deve poter “usare tutti i mezzi permessi dalle nuove tecnologie” per condurre le proprie indagini. E, infine, la prosecuzione dell'intervento in Siria sarà discussa e votata all’Assemblea Nazionale il 25 novembre, sebbene Hollande abbia già annunciato che le operazioni militari francesi in Siria proseguiranno nelle prossime settimane.
Cos’è successo dopo l’11 settembre? Le politiche dell’amministrazione Bush si sono rivelate controproducenti, nessuno degli obiettivi strategici degli Stati Uniti è stato raggiunto, e il "Nuovo Medio Oriente", a cui l'amministrazione Usa ambiva così disperatamente, è diventato un terreno fertile per lo stesso "terrorismo" che gli americani dovevano combattere.
Cosa è successo in America dopo l’11 settembre? Dopo l’11 settembre fu varato il Patriot Act, una legge liberticida che ha aumentato enormemente il potere delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti, e ha, tra le altre cose, permesso ai servizi segreti di sorvegliare, senza mandato della magistratura, i cittadini americani e non solo.
Cos'è successo in Francia pochi giorni dopo gli attacchi contro la sede di Charlie Hebdo e il supermercato kosher di Vincennes? il governo francese ha annunciato nuove misure per controllare meglio Internet. Lo scorso giugno la camera bassa del Parlamento francese, l'Assemblea nazionale, ha approvato una legge sulla sorveglianza. La legge autorizza le agenzie di intelligence del paese ad espandere le loro attività di sorveglianza.
La storia si ripete. Nonostante quattordici anni di guerra al terrorismo, il terrore sembra essere con noi più che mai, forse anche di più. E' tempo di ripensare quello che abbiamo fatto e stiamo facendo.
Da quel giorno, nel 2001, i governi hanno spiato i propri cittadini, ma questo non ha fermato gli attacchi di Parigi. Le persone hanno rinunciato a molte delle loro libertà, ma questo non ha fermato gli attacchi di Parigi. Dal 2001 ci sono state guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria; queste guerre non hanno sconfitto il “terrore” ma hanno creato stati falliti che sono diventati dei rifugi per i terroristi che volevamo combattere; il solo decennio seguito all’11 Settembre è costato la vita a circa 2 milioni di musulmani in Iraq, Afghanistan e Pakistan. Migliaia di persone sono state uccise dagli attacchi dei droni dalle Filippine al Pakistan, all’Africa. Altre sono state torturate a morte. Le vittime del terrorismo sono quintuplicate dagli attacchi dell’11 settembre 2001 ad oggi. La “guerra al terrore” lanciata dagli Usa è costata 4.400 miliardi di dollari, spesi nelle guerre in Iraq, Afghanistan e in operazioni antiterrorismo in giro per il mondo. Nel 2014, le forze delle operazioni speciali (SOF) statunitensi erano presenti in 133 paesi e le forze d’élite americane in 150.

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