venerdì 28 settembre 2018

Amazon e i supermercati fantasma

L’apertura, avvenuta nei mesi scorsi a Seattle e a Chicago dei primi quattro supermercati automatizzati rappresenta l’ennesimo, inquietante, passo verso la spersonalizzazione della società. Dietro a questa diavoleria, nemmeno a dirlo, si nasconde Jeff Bezos, patron di Amazon. Il gigante statunitense dell’e-commerce, dopo i primi incoraggianti risultati, secondo Bloomberg, ha deciso di ampliare il progetto e aprire, entro il 2021, ben 3mila supermercati Amazon su tutto il territorio nazionale. Tali negozi, “grazie” alla nuova tecnologia Amazon Go, sono gestibili senza il bisogno di cassieri: l’acquisto della merce, difatti, avviene tramite una semplice applicazione da installare sui cellulari. Il costo totale, poi, viene addebitato sulla carta di credito collegata al proprio profilo tramite un sistema basato su fotocamere, sensori ed algoritmi.
Alcuni quotidiani nazionali sempre inclini a giubilare per le “meraviglie” provenienti da oltreoceano, rilanciando la notizia, hanno sottolineato come questa avveniristica trovata risparmierebbe ai fortunati avventori le inammissibili ed anacronistiche file alla cassa, soprattutto nelle città più popolate, risparmiando, così, minuti preziosi. In una società in cui è divenuto vangelo il detto “il tempo è denaro”, naturalmente, il tutto assume una sua precisa, nonché disarmante, logica.
Quello che fa maggiormente rabbrividire di tutta questa faccenda, non è l’intenzione di Amazon – semmai ci saremmo dovuti stupire del contrario – che dopo aver causato la chiusura di una infinita quantità di negozi vorrebbe fagocitare altre porzioni di mercato, bensì la stolta leggerezza – o il cieco servilismo? – mostrato della stampa. Gli autori degli articoli sacrificano, senza alcuna esitazione, migliaia di posti di lavoro sull’altare dell’automazione dei processi e del risparmio di tempo. E chi se ne frega se delle persone perdono la propria occupazione, l’importante è alimentare l’inarrestabile macchina del “progresso” ed eliminare le irritanti code che fanno perdere tempo, magari precludendo ai poveri consumatori la possibilità di fare una salutare scampagnata al centro commerciale.
Com’è noto, la tecnologia dopo aver fornito un prezioso ausilio all’uomo, come magistralmente narrato da Charlie Chaplin in ‘Tempi moderni’, lo ha gradualmente trasformato in un ingranaggio. Adesso, con l’iniziativa di Amazon si prepara a sostituirlo, relegando definitivamente l’umano ai margini di una società sempre più disumana e votata al solo profitto

Nessun commento:

Posta un commento