giovedì 29 dicembre 2016

Salvataggio Mps: una cura “alla greca” contro tutti noi

Nuovi capitoli del caso MPS. Questo paese non sarà più lo stesso dopo il “salvataggio” (lo abbiamo già ipotizzato in questo articolo sui tagli a welfare e sanità). In molti lo intuiscono ma a volte manca il dettaglio per avere tutti i pezzi davanti.
Guardate questo titolo dal sito finanza.com: “Mps: Bce chiede 8,8 miliardi di aumento, vuole trattamento alla greca. Oggi titoli sospesi”. Voi direte, ma come prima di Natale i miliardi necessari, per la ricapitalizzazione, erano 5 e ora sono quasi 9? E’ solo una parte del problema come è solo una parte del problema il fatto che questi soldi sono sottratti ai servizi alla sanità e alla spesa sociale. Come è solo una parte del problema quanto ci rimetteranno i risparmiatori, gente come ne conosciamo tanta.
Il problema più grosso, l’avete capito da soli, è quel “alla greca”. Vediamo se dalle parole di Varoufakis si intuisce qualcosa. Ecco come il popolare ex ministro greco commenta il complesso dell’operazione di salvataggio delle banche greche: “malgrado le iniezioni di capitale [soldi dei greci che si sono ridotti in miseria ndr] per circa 47 miliardi di euro…, la quota del patrimonio netto dei contribuenti [il peso del settore pubblico nelle banche] è passata da oltre il 65% a meno del 26%, mentre gli hedge fund e gli investitori stranieri (ad esempio, John Paulson, Brookfield, Fairfax, Wellington e Highfields) si sono accaparrati il 74 per cento del patrimonio bancario [greco] investendo appena 5,1 miliardi di euro”.
Così si capisce cosa significa alla greca. Noi investiamo, in soldi altrimenti destinati a uno stato sociale che ne ha bisogno, la maggioranza dei soldi per salvare MPS (mangiata dal PD tra l’altro) e i grandi investitori esteri, con la minoranza dei soldi si beccano il controllo facendo il bello e il cattivo tempo nelle politiche bancarie. Avendo così peso, come in Grecia, per chiedere ulteriori privatizzazioni etc.

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