lunedì 20 aprile 2009

IL TERREMOTO E LE POLEMICHE

Il tragico terremoto che ha colpito l'Abruzzo circa due settimane fa ha lasciato sul campo, oltre che numerosi morti, feriti e distruzioni, anche numerose polemiche verso la Protezione Civile ed i soccorsi che a giudizio di alcuni sono stati tardivi ed intempestivi.
A proposito di questo argomento io penso che una nazione importante come è l'Italia a livello europeo e mondiale non debba cadere in queste bassezze e polemiche da bar quando i morti sono ancora caldi, ma unire tutta la nazione ed aiutare compattamente la popolazione abruzzese così duramente colpita dalla sciagura del terremoto; le polemiche eventualmente potranno essere fatte a posteriori, a emergenza finita, a boccie ferme ma ora no!
Devo dire che per una volta le forze politiche hanno fatto quadrato e gioco di squadra, se così si può dire, tutti gli schieramenti hanno tentato di abbandonare le sterili polemiche politiche, (a parte alcune passarelle di politici nelle zone terremotate....) mentre ha deluso molto di più lo sciacallaggio mediatico di certe trasmissioni televisive, certi giornalisti che speculano sulla disgrazia, la voglia dello scoop anche di fronte a questa tragedia..si pensi al Tg1 che si vantava di avere fatto il boom degli ascolti nel giorno del terremoto, oppure alle sciocche domande poste da alcuni giornalisti ai poveri terremotati.
La professionalità di certe testate giornalistiche lasciano a mio parere molto a desiderare, e mi spiace dirlo stavolta mi ha deluso anche Santoro con le sue polemiche sulla protezione civile che parevano molto ideologizzate e fine a se stesse.
La televisione italiana insomma ci ha fatto una brutta figura, speriamo che la qualità della nostra informazione migliori perchè una nazione importante come l'italia non merita certo giornalismo.

10 commenti:

  1. Ciao Fabio. Santoro, giornalisticamente parlando, non mi piace. Un giornalista può avere le sue idee, e le può esternare con le sue domande, ma non deve mostrarsi fazioso zittendo le voci che non concordano con la sua visione. Questo è quello che fa Santoro.

    A prescindere da questo, e dalle polemiche forse strumentali sulla Protezione Civile, dopo aver visto la puntata incriminata, penso che le polemiche siano state inutili e in mala fede. Chi si è fatto ignobilmente scudo di una tragedia immane è stata la nostra classe politica, non il pur scorretto Santoro. La pietà verso i morti e gli sfollati, per Berlusconi (ma anche per Franceschini, anche se deve recitare la parte dell'oppositore) deve mettere a tacere la richiesta di giustizia e l'individuazione delle responsabilità di aver costruito castelli di sabbia in zone ad alto rischio sismico. Questo è ipocrita e inaccettabile.

    Forse la nostra classe politica voleva giornalisti col volto rigato di lacrime (artificiali) - à la Vespa per intenderci - che chiedevano alla vecchina che ha perso i nipoti nel crollo della casa come vede il futuro?

    Di Vauro non parlo: ho visto la vignetta che ha suscitato l'ira funesta dell'olimpo romano, non ci ho trovato nulla di blasfemo. Ma io sono chiaramente di parte quando si tratta di questo vignettista, quindi non conto.

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  2. Un plauso alla Nostra Protezione Civile: semplicemente LA MIGLIORE DEL MONDO!!!quando si parla di solidarietà, di rimboccarsi le maniche nei momenti più "caqldi"gli Italiani non hanno eguali nel mondo!!!
    Caro Raskolnikov perchè tacere? parliamo invece di Vauro!
    Dico solo una cosa se i fondatori (non del nazi-fascismo o del leninismo marxismo) ma dell'epopea dei Lumi e dell'Illuminismo (Montesquieu per la separazione dei poteri), Voltaire (per la libertà di parola) e Diderot e D'Halambert (per la libertà di stampa e di pensiero) scorgessero gli odierni "liberali-liberisti"che sputtanano il loro nome e le loro idee..beh presumo diverrebbero tutti dei fanatici papisti!!!
    Vauro NON andava assolutamente censurato, al di là della sua faziosità ideologica.
    ah si ma i "liberali"ora diranno della rai azienda pubblica (non c'è un cazzo in Italia di pubblico!!!) e cavolate del genere..il risultato non cambia:chi crede fermamente alla santità della persona (e da ORGOGLIOSO TEOLOGICO PAPISTA io ci credo!!!!) la libertà di pensiero, di parola NON va mai censurata, anche se chi parla è un mulo (il presidente Iraniano che al momento non ha toccato un capello a nessuno..ne vogliamo parlare di Kennedyo Truman....) o un fazioso (Vauro).
    dunque w la libertà di pensiero e di opinione!!!!
    PAOLO

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  3. Come al solito condivido l'intervento di Paolo, soprattutto nella parte riguardante Ahmadinejad. Come hai detto tu Paolo, di che si stupiscono gli ipocriti tecnocrati europei? Del fatto che il presidente dell'Iran dica quello che ha sempre detto? Quella vista alla conferenza dell'Onu è stata una scena farsesca. Censurano una persona che, per quanto siano controverse le sue idee, non ha ancora mosso guerra verso nessuno stato (non parliamo della pratica della pena di morte, sennò non la finirei più di insultare gli yankee).

    Ah, per dirvi a che livello di servilismo sia arrivato il servizio pubblico, vi lascio questo video.

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  4. Concordo Paolo! Sei molto più "liberale" tu dicendo che tutti hanno libertà di parola anche un mulo, rispetto ai finti liberali berlusconiani e via dicendo che se non dici quello che vogliono e pensano loro ti additano come un appestato o peggio ancora come nemico della libertà o comunista!
    X Raskolnikov: Santoro a me piace ma riconosco anche io che questa volta ha clamorosamente toppato! La voglia di fare polemica sempre e ad ogni costo non sempre paga!
    Concordo con te nel dire che la classe politica tenterà comunque di coprire le proprie responsabilità in merito alle costruzioni deficitarie di quella zona.

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  5. Credo che sulla vicenda del terremoto abbiano fatto un po tutti brutta figura.....istituzioni e mondo dell'informazione...

    K

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  6. ciao a tutti!!!per carità non discuto la libertà di opinione e di informazione,usata però nel modo giusto...sapete l'avversione che ho nei confronti di Vauro e di Santoro ma questa deriva faziosa mi ha lasciato sconcertato...come per Fede per Mediaset...e credendo ancora in una Rai servizio pubblico(purtroppo con paolo non sono d'accordo perche lo è la Rai...o meglio adesso lo è per il solo fatto che paghiamo una tassa...)trovare proclami da Studio aperto nel TG1 e un'uso dei segnali audio-video per speculare questo non lo accetto...sul discorso IRAN ci si scandalizza quando parla Ahmadinejad quando ci siamo sorbiti discorsi di Bush e adesso di Obama...ma certo!!!gli USA sono amici...a loro tutto è permesso...anche di farci fare guerre per fare un piacere a loro..odio Ahmadinejad ma come dice il caro paolo non ha ancora lanciato un missile...ciao da un nostalgico "regimista" antiamericano....

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  7. Concordo con signa specialmente sulle sue considerazioni sull'America....

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  8. Carissimo Davide,
    sai bene che detesto pure io Vauro (ci mancherebbe che apprezzi un ateo mangiapreti!) tuttavia mi inchino alla libertà di pensiero e parola (ma DOVE SONO I LIBERALI?????possibile che devo fare io UN TEOCRATICO il liberale!!!!)perchè su questi valori sono stati scritti volumi patrimonio dell'umanità è stato versato lacrime e sangue (per questo,a mio avviso, tra la Rai e il senso sacro di libertà di pensiero ha più valore il secondo)certo l'unico paletto è sempre l'intelligenza e la sensibilità di chi si espone al pubblico..e su questo siamo molto carenti.
    Tema Durban 2 (Ahmadinejad): per me hanno torto marcio chi non ha partecipato poichè chi non partecipa sbaglia sempre, poteva portare le sue legittime motivazioni al mulo che ha parlato e dirgli in faccia, giustamente, che era un mulo!qui di seguito lascio un articolo (di certo non estratto dall'Osservatore Romano)ma dal laicista Corriere di Sergio Romano che premeva perchè ci battessimo per durban 2!

    Amhadinejad: non sono un fesso: è un pericolo da prestare con molta attenzione.
    Tuttavia riconosco alcune discrepanze "liberali"di alcuni stati che si dicono (si tappano le orecchie Voltaire e company)"liberali": in primis per equità confido che arrstino e diano 3 anni a chi ha lanciato il nasso rossoad un Presidente. Perchè si possono lanciare gli oggetti all'iraniano ed a Bush no?
    Ahmadinejad è stato il più coerente: ha recitato la sua parte incoerenti sono stati gli stati europei.
    e questo lo dico da "LURIDO E FANATICO SIONISTA".
    Agli Ebrei più che Ahmadinejad danno fastidio gli ipocriti, i falsari: facile fare teatro, lanciare nasi rossi perchè la Ue non dice quanti soldi cash ha versato nelle casse prime dell'OLp poi alla "onlus" Hamas?almeno l'iraniano ha i coglioni nel dire apertamente chi appoggia!e gli europei?FACILE FARE TEATRO E LANCIARE I NASI ROSSI..I VERI PAGLIACCI SONO STATI CHI NON C'ERA (salvo l'Italia il NON PLUS ULTRA DEI PAESI SCHIAVISTI)e chi se ne andato!!!ora attendo che i "liberali"odierni mi mettano al rogo come "pericoloso islamista, sovversivo comunista, anarchico relativista"
    Paolo
    paolo

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  9. artico di Sergio Romano


    Come la conferenza precedente, anche «Durban II» si è conclusa con un comunicato pasticciato, zeppo di buoni propositi ed esortazioni generiche, privo probabilmente di pratiche conseguenze. Le posizioni, dentro e fuori la conferenza, erano troppo distanti.
    I Paesi ex coloniali credono, non senza qualche ragione, che «razzismo» fosse quello dei conquistatori e non accettano lezioni morali dai loro vecchi padroni. I Paesi musulmani pensano che le critiche all’islamismo e il dileggio delle loro credenze siano colpe più gravi della durezza con cui i loro governi trattano gli oppositori. I Paesi arabi, in particolare, ritengono che lo Stato israeliano abbia usurpato le loro terre e trattato i loro connazionali come cittadini di seconda categoria. I Paesi occidentali non intendono rinunciare agli illuminati principi della loro migliore tradizione filosofica e chiedono al mondo di rispettarli. Ma quando un membro della loro famiglia li ha platealmente violati nel carcere di Abu Ghraib, a Guantanamo, nella pratica delle «consegne straordinarie» e persino nelle istruzioni impartite dal suo governo ai propri servizi di sicurezza, i cugini occidentali hanno chiuso un occhio o, addirittura, prestato la loro collaborazione. Sperare, in queste circostanze, che la conferenza di Ginevra potesse produrre una linea concordata, utile ed efficace, era ingenua illusione. Come tutti gli esercizi inutili, anche questo potrebbe lasciare una coda di risentimenti e rendere le grandi crisi internazionali ancora più imbrogliate e avvelenate.

    Che cosa avremmo dovuto fare di fronte a un tale mostro diplomatico?

    Partecipare o restarne fuori? Per rispondere a queste domande sono state espresse molte opinioni, fra cui quelle, appassionate e bene argomentate, di Angelo Panebianco e Paolo Lepri sul Corriere degli scorsi giorni contro la partecipazione. Proverò a sostenere la tesi opposta.

    La conferenza di Ginevra non è una iniziativa privata. È un incontro promosso dall’Onu, nell’ambito delle sue attività istituzionali, e inaugurato dal suo segretario generale. Sapevamo che sarebbero stati pronunciati discorsi intolleranti e inaccettabili. Ma è forse la prima volta che propositi di questo genere turbano un dibattito delle Nazioni Unite? Decidemmo di boicottare l’Assemblea generale quando Nikita Kruscev si tolse la scarpa per batterla sul leggio del suo scranno e annunciò che il comunismo ci avrebbe sepolti? Gli assenti, a Ginevra, hanno dato agli altri la sensazione di non tollerare la sconfitta, di non voler essere minoranza.

    Questa non è diplomazia: è una forma di presuntuosa arroganza. Noi italiani, in particolare, abbiamo dimenticato le parole di Giovanni Giolitti (ah liberale..questo lo aggiungo io!) ai deputati che si erano ritirati sull’Aventino dopo il delitto Matteotti: «A mio avviso dovreste rientrare alla Camera». E quando il socialista Giuseppe Modigliani replicò «Per fare a revolverate?», il vecchio di Dronero rispose «Può darsi». Intendeva dire che persino la durezza del dibattito può essere preferibile a un atteggiamento che si propone d’inceppare un meccanismo istituzionale.

    Avremmo dovuto andare a Ginevra per affermare le nostre verità, rintuzzare le faziose parole di Ahmadinejad, separare i faziosi dai ragionevoli (esistono anche quelli), comprendere le ragioni degli altri, lasciare agli atti della Conferenza programmi e concetti a cui avremmo potuto fare riferimento in altri momenti e circostanze. La Santa Sede lo ha fatto e ci ha dato, in questo caso, una lezione di laico buon senso.

    (paolo)

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  10. La conferenza Onu sul razzismo prosegue dopo l'attacco del presidente iraniano
    Il Vaticano: "No a ogni estremismo. Il testo non è perfetto ma è un passo avanti"
    Israele: "Ahmadinejad nuovo Hitler"
    Onu, approvata dichiarazione sui diritti umani
    Obama condanna nettamente ma aggiunge: "Il dialogo con l'Iran continua"
    Peres: "Grazie a chi diserta, i veleni rimangono". Gli israeliani ricordano la Shoah

    Israele: "Ahmadinejad nuovo Hitler" Onu, approvata dichiarazione sui diritti umani

    Soldati israeliani durante i due minuti di raccoglimento in memoria della Shoah



    GINEVRA - "Il mondo ha visto ieri il ritorno di Adolf Hitler, che questa volta ha la barba e si esprime in Farsi". Gerusalemme non abbassa il tono delle polemiche dopo le frasi contro Israele pronunciate dal presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad alla conferenza Onu sul razzismo (Durban 2) in corso a Ginevra. Le parole del leader di Teheran hanno suscitato durissime reazioni da parte del Vaticano, dell'Unione europea, della Casa Bianca che tuttavia annuncia che il dialogo con l'Iran va avanti. Il forum delle Nazioni Unite prosegue quindi tra le polemiche e nel pomeriggio ha approvato la dichiarazione finale.

    Obama. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha criticato le affermazioni fatte ieri da Ahmadinejad su Israele definendole "orrende e discutibili". Tuttavia, ha aggiunto, gli Usa vogliono continuare a tenere un dialogo "diretto" con Teheran con cui "tutte le opzioni restano sul tavolo".

    La dichiarazione finale. Nel pomeriggio la conferenza di Ginevra ha approvato per acclamazione la dichiarazione finale, con tre giorni d'anticipo rispetto al calendario del forum che proseguirà fino a venerdì. ''Signore e signori, avete preso una decisione importante adottando il documento'', ha dichiarato il presidente della conferenza, Amos Wako, definendo il testo un ''risultato storico''.

    Il testo finale è stato al centro di un braccio di ferro tra il gruppo dei Paesi musulmani e i Paesi occidentali, a causa delle divergenze sulla questione medio-orientale e la diffamazione delle religioni. Come chiedevano gli occidentali, il testo adottato non menziona Israele né il concetto di diffamazione delle religioni. Il paragrafo sull'Olocausto è stato invece mantenuto malgrado le richieste dell'Iran.

    L'Unione europea. A Ginevra c'erano anche i rappresentanti di 23 Paesi dell'Unione europea (gli altri, tra i quali l'Italia, hanno boicottato la conferenza e ora Berlusconi dice: "Avevamo previsto tutto"). Ieri durante l'intervento di Ahmadinejad sono usciti in segno di protesta ma non hanno abbandonato i lavori. E oggi hanno adottato il documento finale.

    "E' stata tutt'altro che una sconfitta, piuttosto è stato l'inizio di un successo", dice il ministro degli esteri francese, Bernard Kouchner spiegando che la scelta di non boicottare la conferenza è stata compiuta in apprezzamento delle frasi contenute nella dichiarazione finale. Nel testo "figura tutto quello che desideriamo, tutto quello che i paesi occidentali vogliono", aggiunge Kouchner, citando l'antisemitismo, la discriminazione delle persone, la libertà d'espressione. "Si parla del genocidio, dell'olocausto, dei diritti delle donne, della tratta degli esseri umani, degli ammalati di Aids e delle persone handicappate", sottolinea.

    Il Vaticano. La Santa Sede, afferma una nota diffusa dalla sala stampa, "deplora l'utilizzazione del forum dell'Onu sul razzismo per assumere posizioni politiche, estremiste e offensive, contro qualsiasi Stato". Un tale atteggiamento, spiega la nota, "non contribuisce al dialogo e provoca una conflittualità inaccettabile". Rimane però la posizione del Vaticano, che ha deciso di non partecipare alla protesta e di lasciare il suo rappresentante nella sala durante il discorso di Ahmadinejad. Al termine della conferenza, l'osservatore della Santa Sede all'Onu, monsignor Silvano Tomasi, parla della dichiarazione finale come di un testo "non perfetto" ma che comunque "rispetta i punti sostanziali dei diritti umani, apre la strada a continuare a negoziare in futuro su alcuni temi che, per la prima volta, sono stati accettati universalmente''. Per il Vaticano sono stati quindi fatti dei passi avanti.
    Israele: "Ahmadinejad nuovo Hitler" Onu, approvata dichiarazione sui diritti umani

    L'abbandono della sala di numerosi delegati ieri durante il discorso di Ahmadinejad

    Il giorno della Shoah. Il suono delle sirene ha fermato per due minuti gli israeliani alle nove di mattina, ora locale, in ricordo dei sei milioni di ebrei sterminati dai nazisti durante la Seconda Guerra mondiale. Nel Paese è ancora forte lo sdegno causato dalle dichiarazioni del presidente iraniano. "Il mondo ha visto ieri il ritorno di Adolf Hitler, che questa volta ha la barba e si esprime in Farsi": ha affermato il presidente della Knesset (parlamento) Reuven Rivlin, un dirigente del Likud, durante una cerimonia. "Le sue parole sono le stesse, le aspirazioni sono le stesse, la determinazione di dotarsi dei mezzi per realizzarle è la stessa determinazione minacciosa". Rivlin ha anche biasimato la Svizzera per l'accoglienza riservata ad Ahmadinejad "nel nome della neutralità ". Il presidente Shimon Peres ha ringraziato i Paesi che hanno deciso di boicottare la conferenza: "Le camere a gas sono sparite, ma i veleni rimangono".

    Il ritorno di Ahmadinejad. Al suo ritorno a Teheran Ahmadinejad ha avuto un'accoglienza da eroe. Al presidente sono stati offerti fiori e una folla di studenti militanti fondamentalisti ha gridato ripetutamente lo slogan "Morte all'America". "Prenderò parte a tutte le conferenze internazionali - ha affermato Ahmadinejad - nonostante il volere dell'Occidente".

    Il leader iraniano, si è appreso oggi, ha rinunciato a pronunciare una frase che definiva l'Olocausto, "questione ambigua e dubbia", contenuta nella versione in inglese e scritta del discorso. Nel suo intervento, in farsi, Ahmadinejad ha parlato "dell'abuso della questione dell'Olocausto.


    CARO FRATELLO..TI PRENDO UN'ARTICOLO TRATTO DA repubblica.it PER DARTI RAGIONE SU UN FATTO:LA DIGNITA E LA COMPOSTEZZA DEL VATICANO, LA SUA SERIETA DI FRONTE AI PAGLIACCI DELLA CONFERENZA..CHE NON AVENDO ARGOMENTI HANNO RISOLTO POCO E CRITICATO TANTO...I GRANDI STATISTI, ITALIANI ED EUROPEI IMPARINO DAL VATICANO E DAL MONSIGNOR TOMASI.UN'ABBRACCIO!!!

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