mercoledì 14 luglio 2010

LA "CRISI GUIDATA"

L’Italia non si governa più dal Parlamento ma dai salotti altolocati. Ogni giorno che passa piombiamo sempre più nell’oscurantismo medioevale. Di cosa parlo? Della cena organizzata dal giornalista (!) Bruno Vespa che ha accolto nella sua umile dimora i rappresentanti dei poteri che dirigono l’Italia.

Il motivo ufficiale é il faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini. Il reuccio di Arcore vorrebbe che il democristiano entrasse nella maggioranza, così da poter levare via, a calci in culo, Gianfranco Fini e tutti i finiani che militano nel Pdl. Umberto Bossi ha già fatto sapere che non é disposto ad accogliera l’Udc nella maggioranza, troppe differenze di vedute.
I commensali di prim’ordine lasciano intendere che non é stata solo questo il fine della cene del potere. Seduti al tavolo del mastro servo vi erano: il governatore di Bankitalia Mario Draghi, il segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone, il presidente di Generali Cesare Geronzi, Gianni Letta e la figlia del premier Marina Berlusconi. Altre fonti parlano di un altra quindicini di ospiti che per adesso rimangono top secret....

Non manca nessuno signori. E’ un remake dalle famosa cena sul Britannia, quando le ricchezze del Bel Paese vennero svendute e sacrificate sull’altare del capitalismo. Qui si sta decidendo il destino prossimo venturo dell’Italia. Alti prelati, lobbies finanziarie, poteri politici, imprenditoriali e mafiosi, giornalisti ed editori. Bolle qualcosa di grosso in pentola. La notizia della cena del potere passa praticamente come normalissima routine “democratica” sui principali organi di informazione nazionale. Capite come funzione la giostra?

Altro che libertà di stampa, noi pensiamo al bavaglio mentre abbiamo ancora le catene, siamo nel medioevo. Il potere é roba per pochi, noi siamo solo comparse nella immensa tragedia democratica messa in scena nell’anfiteatro Italia.

Stiamo per assistere a una cosidetta crisi guidata. Salteranno poltrone e arriveranno nuovi burattini. Per cambiare il Governo e non smuovere Re Silvio non servono elezioni, sono inutili formalità, tanto il consenso degli italiani per Berlusconi e berluscolandia é ai massimi storici, no?

Il nuovo Governo é nato a casa Vespa, l’esatto opposto di una democrazia rappresentativa. Il popolo é fuori dalle stanze dei bottoni e inerme e ignorante subisce le coseguenze catastrofiche della politica nostrana. Se ancora avete dei dubbi sulla legittimità delle nostre istituzioni non so cos’altro debba succedere per smuovere i vostri culi intorpiditi e le vostre coscienze offuscate.

Una nuova DC sta spiandandosi la strada verso un altro trentennio di potere. Per Silvio Berlusconi ancora due anni a Palazzo Grazioli e poi ad attenderlo ci sarà la poltrone del Quirinale (con la reale possibilità di essere per altri 14 anni a capo dell’Italietta democristiana). Al suo posto il rampante Casini, appoggiato dal Vaticano, dai banchieri e dalla lobby dei palazzinari.

Una dittatura costruita a tavolino. Non c’é niente di meglio…!

1 commento:

  1. Bellissimo articolo caro Fabio,
    una sola cosa, spero me lo permetti, contesto: quel "oscurantismo medioevale".
    se fossimo davvero nel medioevo la disoccupazione non esisterebbe, non esisterebbe il lavoro precario, nemmeno il problema dei pendolari, non vi sarebbe l'inflazione, non esisterebbero i poveri e ognuno avrebbe una casa e quanto basta per vivere. questo era il medioevo italiano ed europeo!
    la disoccupazione appare con la "mitica" rivoluzione industriale inglese, prima ognuno viveva del suo e del suo aveva una casa e un terreno da coltivare. e anche i famigerati servi della gleba, se è vero che non potevano lasciare la terra del padrone non ne potevano nemmeno essere cacciati. non esisteva il precariato perchè il contadino lavorava tutta la vita sulla sua terra e l'artigiano nella sua bottega che era anche la sua casa. il datore di lavoro, il "Maestro"aveva il DOVERE di insegnare ai giovani apprendisti il mestiere, di fornirgli alloggio, vitto e vestiti. dopo sette anni di apprendistato il giovane o rimaneva in bottega, pagato, o ne apriva una. senza difficoltà: c'era posto per tutti!le imposte , comprese quelle statali, quelle dovute al feudatario, nella forma di prelievo sul raccolto e di corvèes personali, la "decima" alla Chiesa, non superavano mai il 10%. per quanto riguarda il "welfare" la Chiesa faceva da maestra..non esisteva l'inflazione. i prezzi rimanevano stabili per decenni. non esistevano i poveri. il termine "pauperismo" nasce nell'opulenta Inghilterra degli anni 30 del NEFASTO ottocento. fu il liberale Alex de Tocqueville non certo il marxista Carl Marx...) ad accorgersi per primo che nel paese del massimo sforzo produttivo (gli idilliaci usa...) c'era un povero ogni sei abitanti mentre in Spagna E portogallo la proporzione era 1 ogni 25.
    MAGARI fossimo nel Medioevo...
    teniamoci questo carozzone di epoca post post modernista, il tempo dove domina il relativismo, il cretinismo, il voyagerismo e il rimbambimento etico, intellettuale e morale.
    teniamoci questi politici, d'aldronte, per la regola della democrazia siamo stati noi a sceglierceli...teniamoci l'eta liberale, delle costituzioni e dei lumi, quella che doveva garantire la felicità del cittadino "dalla culla alla bara".

    w l'oscuro periodo medioevale!

    Paolo

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